Quality Travel (Italy)
05/08/2003 - italian press

CAPRIcciosa

Una volta sbarcati sull'isola chiunque vorrebbe sapere di essere solo a godersi lo splendido scenario offerto dai Faraglioni e dall'azzurro del mare.

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I suoi simboli moderni sono la Piazzetta, la Grotta Azzurra, la musica, i celebri sandali e i vip che ogni estate diventano il bersaglio prediletto dei paparazzi che arrivano sull’isola sicuri di trovare un tesoro. Ma il tesoro lo trovano tutti, personaggi noti e gente comune, che possono godere di un ambiente lussuoso e discreto, si’, ma allo stesso tempo ricco di magia e della tipica atmosfera partenopea, fatta di sole, mare e di una gastronomia che non ha bisogno di presentazioni.
Da sempre ma per sempre in questo caso significa un passato non troppo lontano Capri è stata una meta di classe, frequentata da politici, artisti, industriali, letterati e intellettuali ma anche da Hollywood, dal jet set internazionale e da quell’èlite irraggiungibile che porta il nome dei duchi di Windsor, jackie Kennedy, Agnelli, Onassis, Rotschild, Krupp.
Se provassimo a sospendere per un istante l’idea della “dolce vita” caprese e a immaginarci l’isola senza la sua vociante allegria che impressione ne avremmo? Forse quella di un posto accessibile a pochi, caratterizzato da brillanti pennellate di blu del cielo, del mare, e dal silenzio tutto intorno interrotto dal verso dei gabbiani.
La sua vera anima ce la immaginiamo fatta di vento, luce e odore salmastro, impalpabile ma visibile. Più o meno il classico angolo di paradiso.
Ma anche anticamente Capri fu amata e voluta con forza. Abitata sin dal paleolitico, venne occupata dai Fenici e dai Greci, che vi giunsero tra il VII e il VI secolo a. C., mentre nel 326 avanti Cristo finì sotto il dominio di Napoli e si romanizzò. Pochi secoli dopo, nel 29 a.C. l’imperatore Augusto vi edificò una villa, e Tiberio ha scelse per soggiornarvi per un decennio, l’ultimo della sua vita. L’imperatore diresse il suo impero da Villa Jovis, la più conosciuta perché la più grande delle residenze romane costruite a Capri. La storia dell’isola racconta però anche di sanguinose incursioni da parte dei corsari e dei musulmani, atti quasi impensabili se si guarda alla sua smagliante bellezza che si presenta a noi oggi, come pure inimmaginabile è l’epidemia di peste che nel 1656 decimò la popolazione di Capri e di Anacapri, il paese soprastante il cui nome significa appunto “sopra Capri”. Sembra strano pensare che un’isola così vicina alla terraferma e a Napoli e che dunque si prestava più ad essere un rifugio, un luogo di pace abbia avuto uno sviluppo storico cosi’ intenso, ma forse senza questo suo passato non apprezzeremmo cosi’ tanto il suo presente.
UN PATRIMONIO ARTISTICO NATURALE
Geologicamente e paleontologicamente la ricchezza di Capri è infinita, a partire dalle tracce di vita di uomini primitivi e dai reperti fossili di un mondo animale scomparso migliaia di anni fa. Ma anche la flora, tra le più ricche nel nostro Paese, e la fauna, soprattutto marina, sono variegate e importanti. Il nome stesso di Capri deriverebbe dalla sua fisionomia, che ricorderebbe una capra sdraiata. D’altronde la presenza di capre e cinghiali (il nome dato all’isola dai Greci) è testimoniata da alcuni antichi testi.
Pensando all’isola vengono in mente, oltre alle celebri grotte marine, ai Faraglioni gli enormi frammenti di roccia che si ergono dal mare verso il cielo e che sono diventati quasi un marchio di riconoscimento di Capri e alla natura in generale, anche la sua popolazione fatta di celebrit? che in alcuni periodi dell’anno si ritrova nella “Piazzetta”, una sorta di salotto del bel mondo, seduta al tavolino di un bar.
Particolarmente suggestivo è il grande Arco Naturale, una roccia che si erge dal mare e che oggi è ciò che rimane di una grande grotta che si addentrava nella montagna. Per ammirare i Faraglioni bisogna invece percorrere la Tragara, la strada panoramica che conduce al belvedere da cui ammirare lo scenario offerto dalle celebri rocce capresi.
L’architettura naturale dell’isola si ammira inoltre nelle grotte che costellano Capri e che l’hanno resa famosa. Tra queste citiamo la grotta di Matermania, che si raggiunge da una scalinata di fronte all’Arco Naturale e che in epoca romana ebbe la funzione di lussuoso ninfeo. Della grotta di Matermania ci sono rimaste delle tracce di arte musiva. Ma l’antro più famoso è sempre lei, la Grotta Azzurra, che prende il nome dalla colorazione data dal riflesso dell’acqua del mare sulle sue pareti. In passato fu usata dai Romani, come testimoniano dei ritrovamenti (sui fondali) di reperti e di alcune statue di marmo. Questa meraviglia naturale rientra ovviamente in un’ipotesi di itinerario alla scoperta di Capri che si può compiere partendo dal porto di Marina Grande, da dove si procede per i bagni di Tiberio per giungere alla grotta. Lasciata la Grotta Azzurra il viaggio intorno a Capri, che viene fatto in motoscafo, procede passando davanti alle cale di Orrico, Mesola e Rio, per raggiungere Punta Carena e il faro, il più grande dopo quello di Genova.
Lasciata la Grotta Azzurra si va a visitare quella Verde, che prende il nome anch’essa dal colore delle sue acque. In motoscafo si raggiunge infine la Marina Piccola, la grotta dell’Arsenale e i tanto decantati Faraglioni, per concludere con una visita alla Grotta Bianca. Naturalmente un tour del genere richiede un pò di tempo e si consiglia di prendersela comoda proprio per godere dello spettacolo indimenticabile offerto dalla natura.
TRA MITO E LEGGENDA
Si narra che .... Sono molte le antiche storie, naturalmente fantastiche, che vengono attribuite all’isola di Capri, e che hanno cristallizzato il mito dell’isola rendendolo invincibile all’impietoso e iniquo scorrere del tempo.
Molte delle leggende tramandate riguardano Tiberio, ma cominciarono con Augusto, che giunto a Capri nel 29 avanti Cristo, fu testimone di un prodigio. Il futuro imperatore romano (Cesare Ottaviano divenne Augusto nel 27, due anni dopo), approdando sull’isola, vide rinverdire un leccio tutto rinsecchito, una visione che lo spinse a impossessarsi di Capri.
Le leggende sulla vita caprese di Tiberio che vi abitava circondato da guardie del corpo, astrologi e indovini sono invece impregnate di crudelt?: in una di queste, pare infatti che facesse gettare dei giovani da una rupe che oggi si chiama appunto “Salto di Tiberio”.
Altre storie risalgono ad epoche più recenti, ovvero a pochi secoli fa, e sono state rinvenute in testi letterari che narrano storie di amanti e dei loro tormenti amorosi. Ne è un esempio la “Posilecheata” di Pompeo Sarnelli, che racconta l’amore tra un gentiluomo napoletano e una nobile “del casato di Capra”. Si tratta di un amore ostacolato che finisce con la morte della donna la quale, decidendo di gettarsi in mare nelle acque al largo di Napoli, si trasformò nell’isola di Capri.
I racconti e le leggende sono d’altronde il modo migliore per conoscere i luoghi e mantenere di essi una forte impronta nella mente. Non vi è posto al mondo sul quale non via sia una storia raccontata spesso dai vecchi che vi hanno trascorso l’intera esistenza. Per esempio Punta dello Sbruffo sarebbe legata alle vicende di due pescatori, padre e figlio, che furono sorpresi da una terribile tempesta allargo di Capri. Disperato, il padre si rivolse agli spiriti del mare affinchè salvassero almeno il figlio, e le sue preghiere furono accolte, tanto che all’improvviso una luce rischiarò la notte e comparve una bella donna a rassicurare il vecchio, il quale si risvegliò poco dopo nella sua casa attorniato dai famigliari e naturalmente dal figlio. Per gli anziani dell’isola delle sirene”, come viene chiamata Capri, quella donna fu l’ultima sirena ad abitare l’isola.
LA CAPRI DEI VIP
Per Gigi Proietti Capri va visitata almeno una volta all’anno, anche se ha confessato di preferire Anacapri, perchè “è più lontana dal clamore mondano”. Come Monica Guerritore, che nonostante frequenti l’isola da molti anni, lega l’amore per Capri e Anacapri per lo più ai suoi ricordi di giovinezza. Un altro vecchio conoscitore dell’isola è Luca Cordero di Montezemolo, che si reca a Capri ‘non appena il lavoro gli lascia un weekend libero”.
I personaggi noti che amano l’isola non si contano, come pure non si contano i registi e gli attori spesso di grande calibro che hanno visto fare di Capri il set di indimenticabili pellicole. Ne è un esempio “Il disprezzo”, un film ispirato a un romanzo di Moravia e girato nel 1963 da Jean Luc Godard. il cast era composto da Michel Piccoli, Brigitte Bardot, Jack Palance e Fritz Lang.
Un altro grande film girato a Capri è “La pelle”, di Liliana Cavani, interpretato dall’indimenticabile Marcello Mastroianni, dalla bella Claudia Cardinale e da Burt Lancaster, ma non sono mancate tante altre stelle del cinema italiano e straniero che hanno fatto di quest’isola la loro piccola Hollywood, come la Loren, de Sica (padre) e Clark Gable, Naturalmente questi sono solo alcuni esempi di un’immensa dinastia di vip e artisti che si è succeduta nel tempo a rendere omaggio a una delle più belle isole d’Italia.
ROMANTICI HOTEL E SPAZI CONGRESSUALI
Difficilmente esiste un angolo poco romantico a Capri, quindi ogni hotel è caratterizzato da un tocco di classe particolare, che rende ogni permanenza indimenticabile. Ma alcune strutture di lusso riescono a rendere ancora più magica l’atmosfera circostante. Tra queste non possiamo non citare il Grand Hotel Quisisana della famiglia Morgano. Più volte premiato dalla rivista Condè Nast Traveller, l’albergo è stata inserita nel 2001 tra i 10 migliori hotel d’Europa e noi vi spieghiamo il perchè.
L’albergo nacque come luogo in cui “veniva restituita la salute”, proprio come recita il suo nome e venne fondato da un medico scozzese alla fine del 800. Diventato alcuni anni dopo un piccolo hotel, fu in seguito ingrandito e reso uno dei simboli dell’isola. Oltre alle belle ed eleganti stanze, il Quisisana offre ai suoi ospiti 7 suite con terrazza e vista sul mare e sui faraglioni. Non mancano naturalmente bar, ristoranti, piscina, palestra, campi da tennis e una spa. Inoltre la struttura aperta da marzo a novembre organizza meeting e congressi. L’hotel ha ospitato più volte il convegno dei giovani imprenditori. Le sue otto sale possono accogliere dalle I O alle seicento persone, offrendo anche supporto tecnologico.
Il Capri Palace Hotel è un albergo classificato cinque stelle lusso, come il Quisisana, con 82 camere, sei delle quali suite dotate di giardino e piscina privata. L’hotel, che si trova ad Anacapri, è un gioiello amato da molti personaggi del mondo del cinema e dello spettacolo (tanto da essere denominato “the hotel of the stars”), che apprezzano lo stile e la discrezione della struttura. A disposizione degli ospiti ci sono tre ristoranti e una spa beauty, e i più viziati possono organizzare dei tour intorno all’isola a bordo di un elicottero. Anche al Palace vi sono degli spazi per congressi. Una grande sala, che può essere divisa in due, può ospitare fino a 200 persone, mentre un’altra saletta, più piccola, può accomodare fino a 15 delegati. Come anche il Quisisana, anche l’Hotel Palace è aperto da marzo (da Pasqua) fino ai primi giorni di novembre.
Proprio dietro la celebre piazzetta si trova l’Hotel La Pazziella, una piccola struttura a quattro stelle nel cuore di Capri e dalla cui ha il si può godere di una vista suggestiva sui Faraglioni. Le 20 camere da letto, arredate in stile neoclassico, sono distribuite su due piani e sono dotate di ogni comfort. Per il relax degli ospiti sono a disposizione un bel giardino piantumato e una piscina all’aperto.
Un altro gioiellino caprese è il Calypso, una struttura a 4 stelle con sole sette stanze ricche di atmosfera.
Un hotel che si distingue per la sua raffinatezza è il Casa Morgano, che ha il vantaggio di essere situata sulla strada panoramica Tragara affacciata direttamente sui Faraglioni e sulla marina piccola. Il quattro stelle è dotato di camere eleganti e arredate con colori caldi e solari in piena armonia con l’ambiente esterno. Gli ospiti del Casa Morgano hanno a disposizione una bellissima piscina all’aperto, un campo da tennis e la possibilit? di usufruire della spa dell’hotel Quisisana, come pure gli ospiti dell’Hotel Flora, una struttura che dispone di 23 camere e suite caratterizzate da uno stile mediterraneo con soffitti a volte e arcate. Anche in questo caso l’albergo, che si trova a pochi minuti dalla piazzetta, offre una vista meravigliosa sui Faraglioni e il mare.
Sorge sempre intorno alla piazzetta anche l’Hotel La Palma, chiamato cosi’, in fondo senza troppa originalit?, perchè nel 1800 al suo posto sorgeva una locanda che aveva di fronte una gigantesca e bellissima palma. Le 74 camere e suite dell’hotel sono molto eleganti e curate nei dettagli. Alcune junior suite hanno anche la piscina idromassaggio sul terrazzo panoramico, mentre alcune stanze hanno bagni e soffitti affrescati con dei trompe l’oeil. Per ricevimenti, banchetti e meeting La Palma mette a disposizione tre sale con attrezzatura tecnologica. Per eventi e ricevimenti ci sono a disposizione degli spazi per accomodare dalle 10 alle 70 persone, mentre il Roof Garden può accogliere 360 ospiti.
L’Hotel La Residenza, rimodernato di recente e ampliato, è tra le strutture con gli spazi congressuali più grandi. La sala può contenere fino a 300 delegati ed è equipaggiata con l’attrezzatura più moderna. Per il relax degli ospiti ci sono una piscina e delle terrazze solarium dove prendere il sole. Molte delle sue 96 camere hanno un balcone vista mare, mentre nel ristorante panoramico vengono serviti piatti di gastronomia tipica caprese.
La Scalinatella, imparentato con il Casa Morgano e con il Flora, è un cinque stelle che si trova in una delle zone più esclusive di Capri, e offre degli spazi ampi, raffinati e romantici. Le stanze sono arricchite da un particolare pavimento in ceramica locale. Per gli ospiti ci sono a disposizione piscina, bar e campo da tennis, mentre per chi volesse approfittare di un centro benessere, potr? appoggiarsi all’Hotel Quisisana.
Per chi vuole provare a trascorrere una vacanza in un ambiente semplice ma di gusto può optare per l’Hotel Luna, una struttura a quattro stelle che sorge nel centro di Capri. L’albergo è dotato di piscina scoperta, vicino alla quale può essere servito il pranzo tra un tuffo e l’altro, in completo relax.
Molto discreto è l’Hotel Mamela, in tipico stile caprese con archi, volte e ceramiche. L’albergo, ristrutturato recentemente, prende vita dallo storico Hotel Pagano, che nell’800 accoglieva i turisti che venivano dal nord Europa. Lo stile dell’hotel è frutto di una ricerca che fa di ogni ambiente, le camere, il giardino e la piscina, un angolo in cui trovare armonia e relax. Il Mamela si inserisce bene, architettonicamente, nella natura circostante, e i colori risplendono di un meraviglioso bianco che fa risaltate ancora di più il verde del giardino e il blu del cielo e del mare.
Una posizione regale è quella dell’Hotel Palatium, arroccato in un punto da cui domina il golfo di Napoli e il Vesuvio, e nello stesso luogo in cui Tiberio amava trascorrere le sue vacanze. L’atmosfera dell’albergo, classificato quattro stelle, è discreta e suggestiva, grazie a un ristorante, ‘’La Scogliera”, dove cenare a lume di candela, e a un American bar sulla terrazza dal quale ammirare il panorama e il mare. Gli ospiti trovano relax stilla terrazza solarium e in una piscina di acqua di mare, mentre per gli uomini d’affari il Palatium dispone di sale meeting completamente attrezzate. Le 43 camere doppie sono suddivise in IO stanze standard, 16 junior suite e 17 deluxe suite, tutte con terrazza e vista mare.
Offre una vista imperdibile anche Punta Tragara, un albergo che si trova proprio sulla via panoramica caprese. S? tratta di una struttura che ripropone il lusso e la raffinatezza dell’antico, con mobili e arazzi d’epoca. Una piscina a picco sul mare offre un panorama esclusive, mentre i trattamenti di talassoterapia e un centro massaggi permettono di organizzare una vacanza all’insegna dei benessere. Gli ospiti hanno a disposizione un ristorante, una sala ricevimento, un night e un American bar.
L’Hotel Regina Cristina si trova invece vicino alla Piazzetta, sul sentiero che conduce ai giardini di Augusto e alla certosa di S. Giacomo. Aperto tutto l’anno, offre ai suoi ospiti discrezione in una struttura elegante.
La Villa Brunella è decisamente singolare, caratterizzata da un’architettura “terrazzata” che da un’altura si affaccia sul golfo. Le stanze dell’albergo, in stile caprese. sono arredate con gusto raffinato e retrò, e ovunque domina la solarit? data dai colori chiari. Le suite dispongono anche di salottini e terrazze private che guardano il mare, mentre il ristorante, che si affaccia stilla marina piccola, offre delle romantiche sere a lume di candela. La piscina e il solarium panoramico si trovano vicino a un American bar. Alla marina piccola si trova invece l’Hotel Weber Ambassador, dal quale si può raggiungere il mare scendendo 32 scalini, Il 4 stelle, che vanta una posizione tranquilla, lontano dalla sempre affollata piazzetta, consente agli ospiti di usufruire di navette che tutto il giorno, e fino a notte fonda, collegano il cuore di Capri all’hotel ogni 8 minuti. La stia posizione e, davvero invidiabile, a ridosso dei mare, che si può osservare da bolle terrazze e dal roof garden. L’hotel organizza per i suoi clienti diverse attivit? sportive, escursioni, riunioni e meeting.
A 300 metri dal mare, ad Anacapri, si trova invece l’Hotel Caesar Augustus, un 4 stelle con 47 stanze ubicato a picco sul mare. Dalla sua posizione, che toglie il fiato, s? possono osservai o il golfo di Napoli, il Vesuvio. Ischia e la cesta di Sorrento. L’hotel dispone di sale congressi, ristorante bar, centro salute e piscina, coperta e scoperta. Un servizio di navetta collega in continuazione il Caesar Augustus al centro di Capri e alla mitica piazzetta.
QUELLA VELA BIANCA CHE GUARDA I FARAGLIONI
Una casa che esce dalla roccia, la casa voluta da Curzio Malaparte e costruita a Punta del Massullo. La villa definita “casa come me” a sottolineare la volont? dello scrittore di farne un ritratto di se stesso appare come un vero e proprio prolungamento della roccia, dalla quale sembra letteralmente emergere attraverso la scalea, anche se sembra allo stesso tempo ribellarsi alle leggi naturali, che sfida con il colore rosso delle facciate. Dopo aver acquistato il terreno nel gennaio 1938, anche grazie ai suoi buoni rapporti con il regime fascista, lo scrittore ottenne la licenza edilizia nello stesso giorno in cui tale pratica fu presentata alla commissione comunale, il 31 marzo dello stesso anno. Ottenuti gli altri permessi a breve, Malaparte affidò il progetto all’architetto Adolberto Libera, diventato celebre durante il fascismo per alcune opere da lui firmate nella zona deIl’Eur. La casa è senza balconi nè logge, che avrebbero in qualche modo spezzato la sua geometria ed è aperta verso l’esterno solo da “finestrequadro”, cos? definite dallo stesso scrittore forse perché, quasi come dei trompe l’oeuil all’incontrario. appaiono come veri e propri quadri appesi al muro raffiguranti il meraviglioso panorama caprese.

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HOTEL LA RESIDENZA
 
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