I suoi simboli moderni sono la Piazzetta,
la Grotta Azzurra, la musica, i celebri sandali e i vip che
ogni estate diventano il bersaglio prediletto dei paparazzi
che arrivano sull’isola sicuri di trovare un tesoro.
Ma il tesoro lo trovano tutti, personaggi noti e gente comune,
che possono godere di un ambiente lussuoso e discreto, si’,
ma allo stesso tempo ricco di magia e della tipica atmosfera
partenopea, fatta di sole, mare e di una gastronomia che non
ha bisogno di presentazioni.
Da sempre ma per sempre in questo caso significa un passato
non troppo lontano Capri è stata una meta di classe,
frequentata da politici, artisti, industriali, letterati e
intellettuali ma anche da Hollywood, dal jet set internazionale
e da quell’èlite irraggiungibile che porta il
nome dei duchi di Windsor, jackie Kennedy, Agnelli, Onassis,
Rotschild, Krupp.
Se provassimo a sospendere per un istante l’idea della
“dolce vita” caprese e a immaginarci l’isola
senza la sua vociante allegria che impressione ne avremmo?
Forse quella di un posto accessibile a pochi, caratterizzato
da brillanti pennellate di blu del cielo, del mare, e dal
silenzio tutto intorno interrotto dal verso dei gabbiani.
La sua vera anima ce la immaginiamo fatta di vento, luce e
odore salmastro, impalpabile ma visibile. Più o meno
il classico angolo di paradiso.
Ma anche anticamente Capri fu amata e voluta con forza. Abitata
sin dal paleolitico, venne occupata dai Fenici e dai Greci,
che vi giunsero tra il VII e il VI secolo a. C., mentre nel
326 avanti Cristo finì sotto il dominio di Napoli e
si romanizzò. Pochi secoli dopo, nel 29 a.C. l’imperatore
Augusto vi edificò una villa, e Tiberio ha scelse per
soggiornarvi per un decennio, l’ultimo della sua vita.
L’imperatore diresse il suo impero da Villa Jovis, la
più conosciuta perché la più grande delle
residenze romane costruite a Capri. La storia dell’isola
racconta però anche di sanguinose incursioni da parte
dei corsari e dei musulmani, atti quasi impensabili se si
guarda alla sua smagliante bellezza che si presenta a noi
oggi, come pure inimmaginabile è l’epidemia di
peste che nel 1656 decimò la popolazione di Capri e
di Anacapri, il paese soprastante il cui nome significa appunto
“sopra Capri”. Sembra strano pensare che un’isola
così vicina alla terraferma e a Napoli e che dunque
si prestava più ad essere un rifugio, un luogo di pace
abbia avuto uno sviluppo storico cosi’ intenso, ma forse
senza questo suo passato non apprezzeremmo cosi’ tanto
il suo presente.
UN PATRIMONIO ARTISTICO NATURALE
Geologicamente e paleontologicamente la ricchezza di Capri
è infinita, a partire dalle tracce di vita di uomini
primitivi e dai reperti fossili di un mondo animale scomparso
migliaia di anni fa. Ma anche la flora, tra le più
ricche nel nostro Paese, e la fauna, soprattutto marina, sono
variegate e importanti. Il nome stesso di Capri deriverebbe
dalla sua fisionomia, che ricorderebbe una capra sdraiata.
D’altronde la presenza di capre e cinghiali (il nome
dato all’isola dai Greci) è testimoniata da alcuni
antichi testi.
Pensando all’isola vengono in mente, oltre alle celebri
grotte marine, ai Faraglioni gli enormi frammenti di roccia
che si ergono dal mare verso il cielo e che sono diventati
quasi un marchio di riconoscimento di Capri e alla natura
in generale, anche la sua popolazione fatta di celebrit? che
in alcuni periodi dell’anno si ritrova nella “Piazzetta”,
una sorta di salotto del bel mondo, seduta al tavolino di
un bar.
Particolarmente suggestivo è il grande Arco Naturale,
una roccia che si erge dal mare e che oggi è ciò
che rimane di una grande grotta che si addentrava nella montagna.
Per ammirare i Faraglioni bisogna invece percorrere la Tragara,
la strada panoramica che conduce al belvedere da cui ammirare
lo scenario offerto dalle celebri rocce capresi.
L’architettura naturale dell’isola si ammira inoltre
nelle grotte che costellano Capri e che l’hanno resa
famosa. Tra queste citiamo la grotta di Matermania, che si
raggiunge da una scalinata di fronte all’Arco Naturale
e che in epoca romana ebbe la funzione di lussuoso ninfeo.
Della grotta di Matermania ci sono rimaste delle tracce di
arte musiva. Ma l’antro più famoso è sempre
lei, la Grotta Azzurra, che prende il nome dalla colorazione
data dal riflesso dell’acqua del mare sulle sue pareti.
In passato fu usata dai Romani, come testimoniano dei ritrovamenti
(sui fondali) di reperti e di alcune statue di marmo. Questa
meraviglia naturale rientra ovviamente in un’ipotesi
di itinerario alla scoperta di Capri che si può compiere
partendo dal porto di Marina Grande, da dove si procede per
i bagni di Tiberio per giungere alla grotta. Lasciata la Grotta
Azzurra il viaggio intorno a Capri, che viene fatto in motoscafo,
procede passando davanti alle cale di Orrico, Mesola e Rio,
per raggiungere Punta Carena e il faro, il più grande
dopo quello di Genova.
Lasciata la Grotta Azzurra si va a visitare quella Verde,
che prende il nome anch’essa dal colore delle sue acque.
In motoscafo si raggiunge infine la Marina Piccola, la grotta
dell’Arsenale e i tanto decantati Faraglioni, per concludere
con una visita alla Grotta Bianca. Naturalmente un tour del
genere richiede un pò di tempo e si consiglia di prendersela
comoda proprio per godere dello spettacolo indimenticabile
offerto dalla natura.
TRA MITO E LEGGENDA
Si narra che .... Sono molte le antiche storie, naturalmente
fantastiche, che vengono attribuite all’isola di Capri,
e che hanno cristallizzato il mito dell’isola rendendolo
invincibile all’impietoso e iniquo scorrere del tempo.
Molte delle leggende tramandate riguardano Tiberio, ma cominciarono
con Augusto, che giunto a Capri nel 29 avanti Cristo, fu testimone
di un prodigio. Il futuro imperatore romano (Cesare Ottaviano
divenne Augusto nel 27, due anni dopo), approdando sull’isola,
vide rinverdire un leccio tutto rinsecchito, una visione che
lo spinse a impossessarsi di Capri.
Le leggende sulla vita caprese di Tiberio che vi abitava circondato
da guardie del corpo, astrologi e indovini sono invece impregnate
di crudelt?: in una di queste, pare infatti che facesse gettare
dei giovani da una rupe che oggi si chiama appunto “Salto
di Tiberio”.
Altre storie risalgono ad epoche più recenti, ovvero
a pochi secoli fa, e sono state rinvenute in testi letterari
che narrano storie di amanti e dei loro tormenti amorosi.
Ne è un esempio la “Posilecheata” di Pompeo
Sarnelli, che racconta l’amore tra un gentiluomo napoletano
e una nobile “del casato di Capra”. Si tratta
di un amore ostacolato che finisce con la morte della donna
la quale, decidendo di gettarsi in mare nelle acque al largo
di Napoli, si trasformò nell’isola di Capri.
I racconti e le leggende sono d’altronde il modo migliore
per conoscere i luoghi e mantenere di essi una forte impronta
nella mente. Non vi è posto al mondo sul quale non
via sia una storia raccontata spesso dai vecchi che vi hanno
trascorso l’intera esistenza. Per esempio Punta dello
Sbruffo sarebbe legata alle vicende di due pescatori, padre
e figlio, che furono sorpresi da una terribile tempesta allargo
di Capri. Disperato, il padre si rivolse agli spiriti del
mare affinchè salvassero almeno il figlio, e le sue
preghiere furono accolte, tanto che all’improvviso una
luce rischiarò la notte e comparve una bella donna
a rassicurare il vecchio, il quale si risvegliò poco
dopo nella sua casa attorniato dai famigliari e naturalmente
dal figlio. Per gli anziani dell’isola delle sirene”,
come viene chiamata Capri, quella donna fu l’ultima
sirena ad abitare l’isola.
LA CAPRI DEI VIP
Per Gigi Proietti Capri va visitata almeno una volta all’anno,
anche se ha confessato di preferire Anacapri, perchè
“è più lontana dal clamore mondano”.
Come Monica Guerritore, che nonostante frequenti l’isola
da molti anni, lega l’amore per Capri e Anacapri per
lo più ai suoi ricordi di giovinezza. Un altro vecchio
conoscitore dell’isola è Luca Cordero di Montezemolo,
che si reca a Capri ‘non appena il lavoro gli lascia
un weekend libero”.
I personaggi noti che amano l’isola non si contano,
come pure non si contano i registi e gli attori spesso di
grande calibro che hanno visto fare di Capri il set di indimenticabili
pellicole. Ne è un esempio “Il disprezzo”,
un film ispirato a un romanzo di Moravia e girato nel 1963
da Jean Luc Godard. il cast era composto da Michel Piccoli,
Brigitte Bardot, Jack Palance e Fritz Lang.
Un altro grande film girato a Capri è “La pelle”,
di Liliana Cavani, interpretato dall’indimenticabile
Marcello Mastroianni, dalla bella Claudia Cardinale e da Burt
Lancaster, ma non sono mancate tante altre stelle del cinema
italiano e straniero che hanno fatto di quest’isola
la loro piccola Hollywood, come la Loren, de Sica (padre)
e Clark Gable, Naturalmente questi sono solo alcuni esempi
di un’immensa dinastia di vip e artisti che si è
succeduta nel tempo a rendere omaggio a una delle più
belle isole d’Italia.
ROMANTICI HOTEL E SPAZI CONGRESSUALI
Difficilmente esiste un angolo poco romantico a Capri, quindi
ogni hotel è caratterizzato da un tocco di classe particolare,
che rende ogni permanenza indimenticabile. Ma alcune strutture
di lusso riescono a rendere ancora più magica l’atmosfera
circostante. Tra queste non possiamo non citare il Grand Hotel
Quisisana della famiglia Morgano. Più volte premiato
dalla rivista Condè Nast Traveller, l’albergo
è stata inserita nel 2001 tra i 10 migliori hotel d’Europa
e noi vi spieghiamo il perchè.
L’albergo nacque come luogo in cui “veniva restituita
la salute”, proprio come recita il suo nome e venne
fondato da un medico scozzese alla fine del 800. Diventato
alcuni anni dopo un piccolo hotel, fu in seguito ingrandito
e reso uno dei simboli dell’isola. Oltre alle belle
ed eleganti stanze, il Quisisana offre ai suoi ospiti 7 suite
con terrazza e vista sul mare e sui faraglioni. Non mancano
naturalmente bar, ristoranti, piscina, palestra, campi da
tennis e una spa. Inoltre la struttura aperta da marzo a novembre
organizza meeting e congressi. L’hotel ha ospitato più
volte il convegno dei giovani imprenditori. Le sue otto sale
possono accogliere dalle I O alle seicento persone, offrendo
anche supporto tecnologico.
Il Capri Palace Hotel è un albergo classificato cinque
stelle lusso, come il Quisisana, con 82 camere, sei delle
quali suite dotate di giardino e piscina privata. L’hotel,
che si trova ad Anacapri, è un gioiello amato da molti
personaggi del mondo del cinema e dello spettacolo (tanto
da essere denominato “the hotel of the stars”),
che apprezzano lo stile e la discrezione della struttura.
A disposizione degli ospiti ci sono tre ristoranti e una spa
beauty, e i più viziati possono organizzare dei tour
intorno all’isola a bordo di un elicottero. Anche al
Palace vi sono degli spazi per congressi. Una grande sala,
che può essere divisa in due, può ospitare fino
a 200 persone, mentre un’altra saletta, più piccola,
può accomodare fino a 15 delegati. Come anche il Quisisana,
anche l’Hotel Palace è aperto da marzo (da Pasqua)
fino ai primi giorni di novembre.
Proprio dietro la celebre piazzetta si trova l’Hotel
La Pazziella, una piccola struttura a quattro stelle nel cuore
di Capri e dalla cui ha il si può godere di una vista
suggestiva sui Faraglioni. Le 20 camere da letto, arredate
in stile neoclassico, sono distribuite su due piani e sono
dotate di ogni comfort. Per il relax degli ospiti sono a disposizione
un bel giardino piantumato e una piscina all’aperto.
Un altro gioiellino caprese è il Calypso, una struttura
a 4 stelle con sole sette stanze ricche di atmosfera.
Un hotel che si distingue per la sua raffinatezza è
il Casa Morgano, che ha il vantaggio di essere situata sulla
strada panoramica Tragara affacciata direttamente sui Faraglioni
e sulla marina piccola. Il quattro stelle è dotato
di camere eleganti e arredate con colori caldi e solari in
piena armonia con l’ambiente esterno. Gli ospiti del
Casa Morgano hanno a disposizione una bellissima piscina all’aperto,
un campo da tennis e la possibilit? di usufruire della spa
dell’hotel Quisisana, come pure gli ospiti dell’Hotel
Flora, una struttura che dispone di 23 camere e suite caratterizzate
da uno stile mediterraneo con soffitti a volte e arcate. Anche
in questo caso l’albergo, che si trova a pochi minuti
dalla piazzetta, offre una vista meravigliosa sui Faraglioni
e il mare.
Sorge sempre intorno alla piazzetta anche l’Hotel La
Palma, chiamato cosi’, in fondo senza troppa originalit?,
perchè nel 1800 al suo posto sorgeva una locanda che
aveva di fronte una gigantesca e bellissima palma. Le 74 camere
e suite dell’hotel sono molto eleganti e curate nei
dettagli. Alcune junior suite hanno anche la piscina idromassaggio
sul terrazzo panoramico, mentre alcune stanze hanno bagni
e soffitti affrescati con dei trompe l’oeil. Per ricevimenti,
banchetti e meeting La Palma mette a disposizione tre sale
con attrezzatura tecnologica. Per eventi e ricevimenti ci
sono a disposizione degli spazi per accomodare dalle 10 alle
70 persone, mentre il Roof Garden può accogliere 360
ospiti.
L’
Hotel La Residenza, rimodernato di
recente e ampliato, è tra le strutture con gli spazi
congressuali più grandi. La sala può contenere
fino a 300 delegati ed è equipaggiata con l’attrezzatura
più moderna. Per il relax degli ospiti ci sono una
piscina e delle terrazze solarium dove prendere il sole. Molte
delle sue 96 camere hanno un balcone vista mare, mentre nel
ristorante panoramico vengono serviti piatti di gastronomia
tipica caprese.
La Scalinatella, imparentato con il Casa Morgano e con il
Flora, è un cinque stelle che si trova in una delle
zone più esclusive di Capri, e offre degli spazi ampi,
raffinati e romantici. Le stanze sono arricchite da un particolare
pavimento in ceramica locale. Per gli ospiti ci sono a disposizione
piscina, bar e campo da tennis, mentre per chi volesse approfittare
di un centro benessere, potr? appoggiarsi all’Hotel
Quisisana.
Per chi vuole provare a trascorrere una vacanza in un ambiente
semplice ma di gusto può optare per l’Hotel Luna,
una struttura a quattro stelle che sorge nel centro di Capri.
L’albergo è dotato di piscina scoperta, vicino
alla quale può essere servito il pranzo tra un tuffo
e l’altro, in completo relax.
Molto discreto è l’Hotel Mamela, in tipico stile
caprese con archi, volte e ceramiche. L’albergo, ristrutturato
recentemente, prende vita dallo storico Hotel Pagano, che
nell’800 accoglieva i turisti che venivano dal nord
Europa. Lo stile dell’hotel è frutto di una ricerca
che fa di ogni ambiente, le camere, il giardino e la piscina,
un angolo in cui trovare armonia e relax. Il Mamela si inserisce
bene, architettonicamente, nella natura circostante, e i colori
risplendono di un meraviglioso bianco che fa risaltate ancora
di più il verde del giardino e il blu del cielo e del
mare.
Una posizione regale è quella dell’Hotel Palatium,
arroccato in un punto da cui domina il golfo di Napoli e il
Vesuvio, e nello stesso luogo in cui Tiberio amava trascorrere
le sue vacanze. L’atmosfera dell’albergo, classificato
quattro stelle, è discreta e suggestiva, grazie a un
ristorante, ‘’La Scogliera”, dove cenare
a lume di candela, e a un American bar sulla terrazza dal
quale ammirare il panorama e il mare. Gli ospiti trovano relax
stilla terrazza solarium e in una piscina di acqua di mare,
mentre per gli uomini d’affari il Palatium dispone di
sale meeting completamente attrezzate. Le 43 camere doppie
sono suddivise in IO stanze standard, 16 junior suite e 17
deluxe suite, tutte con terrazza e vista mare.
Offre una vista imperdibile anche Punta Tragara, un albergo
che si trova proprio sulla via panoramica caprese. S? tratta
di una struttura che ripropone il lusso e la raffinatezza
dell’antico, con mobili e arazzi d’epoca. Una
piscina a picco sul mare offre un panorama esclusive, mentre
i trattamenti di talassoterapia e un centro massaggi permettono
di organizzare una vacanza all’insegna dei benessere.
Gli ospiti hanno a disposizione un ristorante, una sala ricevimento,
un night e un American bar.
L’Hotel Regina Cristina si trova invece vicino alla
Piazzetta, sul sentiero che conduce ai giardini di Augusto
e alla certosa di S. Giacomo. Aperto tutto l’anno, offre
ai suoi ospiti discrezione in una struttura elegante.
La Villa Brunella è decisamente singolare, caratterizzata
da un’architettura “terrazzata” che da un’altura
si affaccia sul golfo. Le stanze dell’albergo, in stile
caprese. sono arredate con gusto raffinato e retrò,
e ovunque domina la solarit? data dai colori chiari. Le suite
dispongono anche di salottini e terrazze private che guardano
il mare, mentre il ristorante, che si affaccia stilla marina
piccola, offre delle romantiche sere a lume di candela. La
piscina e il solarium panoramico si trovano vicino a un American
bar. Alla marina piccola si trova invece l’Hotel Weber
Ambassador, dal quale si può raggiungere il mare scendendo
32 scalini, Il 4 stelle, che vanta una posizione tranquilla,
lontano dalla sempre affollata piazzetta, consente agli ospiti
di usufruire di navette che tutto il giorno, e fino a notte
fonda, collegano il cuore di Capri all’hotel ogni 8
minuti. La stia posizione e, davvero invidiabile, a ridosso
dei mare, che si può osservare da bolle terrazze e
dal roof garden. L’hotel organizza per i suoi clienti
diverse attivit? sportive, escursioni, riunioni e meeting.
A 300 metri dal mare, ad Anacapri, si trova invece l’Hotel
Caesar Augustus, un 4 stelle con 47 stanze ubicato a picco
sul mare. Dalla sua posizione, che toglie il fiato, s? possono
osservai o il golfo di Napoli, il Vesuvio. Ischia e la cesta
di Sorrento. L’hotel dispone di sale congressi, ristorante
bar, centro salute e piscina, coperta e scoperta. Un servizio
di navetta collega in continuazione il Caesar Augustus al
centro di Capri e alla mitica piazzetta.
QUELLA VELA BIANCA CHE GUARDA I FARAGLIONI
Una casa che esce dalla roccia, la casa voluta da Curzio Malaparte
e costruita a Punta del Massullo. La villa definita “casa
come me” a sottolineare la volont? dello scrittore di
farne un ritratto di se stesso appare come un vero e proprio
prolungamento della roccia, dalla quale sembra letteralmente
emergere attraverso la scalea, anche se sembra allo stesso
tempo ribellarsi alle leggi naturali, che sfida con il colore
rosso delle facciate. Dopo aver acquistato il terreno nel
gennaio 1938, anche grazie ai suoi buoni rapporti con il regime
fascista, lo scrittore ottenne la licenza edilizia nello stesso
giorno in cui tale pratica fu presentata alla commissione
comunale, il 31 marzo dello stesso
anno.
Ottenuti gli altri permessi a breve, Malaparte affidò
il progetto all’architetto Adolberto Libera, diventato
celebre durante il fascismo per alcune opere da lui firmate
nella zona deIl’Eur. La casa è senza balconi
nè logge, che avrebbero in qualche modo spezzato la
sua geometria ed è aperta verso l’esterno solo
da “finestrequadro”, cos? definite dallo stesso
scrittore forse perché, quasi come dei trompe l’oeuil
all’incontrario. appaiono come veri e propri quadri
appesi al muro raffiguranti il meraviglioso panorama caprese.
<< back